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IL Principio dell’Allenamento Integrale

Secondo questo principio, orientare eccessivamente il lavoro verso lo sviluppo di un solo settore, potrebbe creare uno squilibrio al processo di formazione del giocatore, oltre che nel suo successivo rendimento.
Per il pieno rispetto di questo principio, bisognerà lavorare su tutti i settori (fisici, tecnici e tattici), strutturando l’allenamento in modo tale che i giocatori li sviluppino tutti nella giusta misura, però dando priorità a quello più importante in quel momento.
Per esempio se facciamo eseguire un’esercitazione nella quale richiediamo ai giocatori di condurre, passare o tirare in modo preciso, e che lo facciano ad un certo ritmo da noi imposto, possiamo combinare lo sviluppo della condizione fisica e della tecnica.
Se l’obiettivo è l’allenamento della resistenza, allora dovremo diminuire il ritmo, mantenendolo costante; se l’obiettivo invece è l’allenamento della velocità, il ritmo sarà intenso, e il lavoro intervallato con pause tra le ripetizioni che permettano il recupero completo.
Infine se vogliamo lavorare sulla resistenza alla velocità, il ritmo sarà intenso e il recupero tra le ripetizioni, sarà minore.

 

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IL Principio di Adeguatezza o Accessibilita’

E’ il principio secondo il quale si deve adeguare il livello delle richieste d’allenamento alle capacità dei giocatori a disposizione.
Ciò significa che gli allenamenti e le esercitazioni utilizzate dovranno essere programmate tenendo in considerazione il livello condizionale (fisico), coordinativo (tecnico), e cognitivo (tattico) dei giocatori che saranno differenti in ogni gruppo, anche se hanno tutti la stessa età.
Devono essere evitate sia le esercitazioni nelle quali le difficoltà del compito sono minime (eventualmente farle nel riscaldamento, ma mai nella fase centrale dell’allenamento) perché non sono stimolanti e non portano a nessun miglioramento, sia le esercitazioni di difficoltà troppo elevata che non consente alcun miglioramento, perché il giocatore non è in grado di capirla o eseguirla, sia in allenamento, ma soprattutto in gara.

 

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IL Principio dell’Adattamento

Possiamo dire che si tratta del principio per antonomasia, e che l’esistenza degli altri è in funzione di esso.
Infatti l’obiettivo di un qualsiasi allenamento è quello di adattare i giocatori alla competizione per la quale vengono preparati.
La pianificazione e l’organizzazione delle sedute di allenamento ci consentiranno di raggiungere quegli obiettivi, la cui realizzazione determinerà nei nostri giocatori l’adattamento alla competizione.
E’ inevitabile che per realizzare una seduta di allenamento efficace, bisogna utilizzare esercitazioni adeguate, che i giocatori siano in grado di comprendere e le cui difficoltà siano tali da consentire agli stessi giocatori di migliorarsi.
E’ importante modulare le richieste degli allenamenti sulle capacità di apprendimento dei nostri giocatori, facendo sempre attenzione a chiedere qualcosa in più, a sovraccaricare il giocatore, cioè a stimolarlo perché migliori.
Un aspetto di cui si deve tener conto è che proporre un lavoro in settori di maggiore complessità, richiede competenza in quelli di minore difficoltà.

 

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I Principi Fondamentali da rispettare

I PRINCIPI FONDAMENTALI DA RISPETTARE NEL CA5 GIOVANILE

Quando abbiamo a disposizione una squadra giovanile abbiamo un compito delicato perché dobbiamo cercare di insegnare ai nostri giocatori a giocare. Per far questo nel miglior modo possibile esistono dei principi.
Parlando di principi, mi riferisco alle regole più importanti da seguire, quando si realizzano le sedute di allenamento, le gare, e la pianificazione del lavoro di un allenatore di squadre giovanili.
Il fatto di basare il lavoro su queste regole, ci permette di essere sicuri di metterlo a fuoco nella maniera più opportuna, evitando i pericoli che possono nascere quando si cercano di raggiungere risultati e rendimento, per i quali i giocatori a nostra disposizione non sono preparati.
Questi principi sono diretti a comprendere tutti i settori che incidono sulla padronanza ed il miglioramento dell’ interazione motoria.
I principi fondamentali sono i seguenti :

1.    ADATTAMENTO
2.    ADEGUATEZZA O ACCESSIBILITA’
3.    ALLENAMENTO INTEGRALE
4.    IMPEGNO
5.    CONTINUITA’
6.    SPECIFICITA’
7.    INDIVIDUALIZZAZIONE
8.    INTERRELAZIONE
9.    MULTILATERALITA’
10.  PROGRESSIVITA’
11.  SOVRACCARICO
12.  TRANSFER
13.  VARIETA’

 

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L’Allenatore di una squadra Giovanile

Nel settore giovanile è essenziale che l’allenatore abbia la capacità creativa necessaria per insegnare e motivare, e che sappia farlo mentre forma la personalità dei giocatori o li coinvolge nell’allenamento.
L’allenatore deve essere in grado di rilevare e valutare la differenza tra ciò che il giocatore fa e ciò che dovrebbe fare.
Questo dipenderà dalle conoscenze tecnico tattiche dell’allenatore stesso, dalla sua cosiddetta esperienza.
Per lavorare bene bisogna diventare leader del gruppo adottando varie strategie per ottenere la fiducia ed il rispetto dei giocatori.
La chiave per ottenere questo sta nel dimostrare che abbiamo le capacità per farlo, facendo capire ai giocatori che il più esperto di ca5 siamo noi, aiutandoli così a risolvere i dubbi e le perplessità che avranno di volta in volta.
Prima però bisogna far capire ai giocatori la ragione di ciò che facciamo, per poi passare all’allenamento dell’aspetto di gioco che vogliamo proporre.
Dovremo poi fare in modo che il sistema di gioco che adottiamo si adatti ai giocatori a nostra disposizione e non a quello che piace a noi.
Per poter ottenere i maggiori miglioramenti possibili nei giocatori a disposizione, l’allenatore deve incidere nel settore senso-percettivo delle esercitazioni, contemporaneamente dovrà proseguire il lavoro di ottimizzazione nel settore coordinativo, e di sviluppo in quello cognitivo.
Il lavoro rivolto alle varie strategie di gioco verrà svolto invece a livello di avviamento e sviluppo.
L’allenatore inoltre è responsabile del fatto che i giocatori adottino un atteggiamento positivo, del fatto che siano in grado di canalizzare la propria aggressività e ansia verso gli aspetti competitivi e regolamentari del gioco, rispettando avversari, arbitro e pubblico.
Un’altra funzione dell’allenatore è quella di rendere i giocatori coscienti dei propri pregi e difetti.
E’ importante che l’allenatore dia ai giocatori a disposizione un gran numero di feedback, ossia informazioni sul risultato delle loro azioni, affinchè questi ne comprendano il motivo e la relazione causa-effetto.

 

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